Categoria: Social Life

Pelle perfetta: come fare dopo i 50 anni?

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Come avere una pelle perfetta over 50

Avere la pelle perfetta a 50 anni non è facile ma nemmeno impossibile. Dopo i 50 anni la pelle perde sia elasticità che tono. Dopo la menopausa poi, le cellule si rinnovano molto più lentamente e questo rende l’incarnato opaco e spento. Con l’aggiunta di tutti gli effetti negativi del sole e le prime comparse di macchie solari.

Consigli utili per una pelle migliore 

Per combattere i segni dell’età molte ricorrono alla chirurgia, ma nonostante la chirurgia odierna sia molto avanzata, è possibile che il problema ritorni dopo qualche tempo.

Per questo è meglio avere piccoli accorgimenti sin da quando si è giovani. E arricchire la propria beauty routine per avere una pelle perfetta anche over 50.

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È necessario intervenire con trattamenti mirati ad elasticizzare il viso. I must have devono essere essenzialmente 4 e possibilmente biologici e con un buon INCI:

  • Detergente viso: detergere il viso con un detergente leggero e non aggressivo;
  • Siero idratante: il toccasana per la pelle, scegliete quelli con oli nutrienti come quello di cocco o di argan;
  • Crema giorno e notte: entrambe devono essere molto idratanti e ad effetto lifting, l’obiettivo è quello di restituire vigore e tessuto alla pelle;
  • Contorno occhi: il contorno occhi è una zona molto delicata e fragile ecco perché è importante prendersene cura.

È importante poi proteggersi bene dal sole utilizzando creme solari prima di uscire. Qualche volta potete anche concedervi un pò di tempo per voi, per un trattamento anti age per la pelle, vi sentirete rinate!

Integratori per la pelle

Dopo la beauty routine è necessario integrare la pelle a livello interno, con alimentazione e idratazione. Ci sono tanti integratori antiaging che aiutano a mantenere la pelle perfetta e sana. Bevete tanta acqua e mangiate alimenti che contengano acidi grassi e acido ialuronico.

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Maschere per pelle perfetta

Amica numero uno della cura della pelle è la maschera viso. Fatte con costanza, le maschere possono davvero portare risultati.

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Prima di ogni maschera, che generalmente andrebbe fatta 1/2 volte a settimana, è meglio fare un peeling o uno scrub per eliminare le cellule morte.

  1. Unite l’albume di un uovo freddo ad un cucchaio di faria di mais. Dopo aver mescolato bene ed ottenuto un composto omogeneo, applicatela su viso e lasciate in posa per 20 minuti. Se sentite un pizzichio è normale. Poi sciacquate con acqua tiepida;
  2. Mescolate un albume e un cucchiaino di succo di limone. Lasciate in posa per 10 minuti e poi risciacquate, noterete subito la pelle più liscia;
  3. Portate ad ebolizione un bicchiere d’acqua e lasciate in infusione il tè, poi aggiungeteci un cucchiaio di gel aloe e mescolate. Anche qui dopo aver applicato sul viso per 15 minuti, risciacquate.

 

 

 

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Impianto GPL: assolutamente approvato!

Impianto GPL: costi e manutenzione

Installare un impianto GPL nella tua auto o acquistare un’auto GPL, ti permette di salvare quasi il 50% dei costi totali.

Per di più il GPL è una fonte di energia pulita. Dunque è a favore della sostenibilità ambientale perché riduce le emissioni di CO2 che è attualmente una delle principali cause di inquinamento. Proprio per questo, le auto GPL insieme a quelle elettriche sono considerate le auto del futuro.

L’impianto GPL offre ai veicoli prestazioni eccellenti in termini di potenza, tali e quali a quelle di altri veicoli.  L’Italia è al primo posto in Europa per volumi di vendita di auto GPL. Circolano quasi 2,5 milioni di auto gpl.

I vantaggi di un’auto GPL

Sicuramente il vantaggio principale di avere un’impianto GPL è quello del risparmio dei costi. Ci sono auto che con poco meno di 20 euro fanno una media di 350/400 chilometri. In più il GPL non subisce i rincari della benzina, che aumenta sempre più. Un altro vantaggio del GPL è la manutenzione, il cambio della bombola va fatto ogni 10 anni. Anche il bollo auto ha una riduzione del 75% sul pagamento.

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Gli svantaggi di un’auto GPL

Non è l’ideale per chi ama la velocità o chi per lavoro è costretto a spostarsi in tempi brevi da una città ad un’altra. Le prestazioni del GPL non sono eccellenti quanto quelli della benzina, per cui prima di installare un impianto nella vostra auto, valutate bene le vostre priorità.

Un altro degli svantaggi è l’elevato costo degli iniettori che si aggira circa intorno ai 600 euro.

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Dove rifornire le auto con impianto GPL

Il rifornimento non è più un problema. Inizialmente lo scetticismo nell’acquisto di un’auto gpl era causato alla scarsa possibilità di rifornimento. Erano pochi i distributori di GPL. E soprattutto non essendoci la possibilità del self-service, vi erano orari in cui anche le stazioni di servizio con GPL erano chiuse. Attualmente dopo il grande successo dell’impianto, ci sono numerose stazioni di servizio dove potersi rifornire anche di notte.

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Biglietti da visita online: come crearne di personalizzati

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Come dev’essere un biglietto da visita online?

I biglietti da visita online rappresentano un mezzo di comunicazione molto efficiente. Al loro interno ritroviamo tutte le informazioni utili per essere contattati. Nonostante siano stati inventati in Francia nel lontano 1700, il loro utilizzo è tuttora indispensabile. I biglietti da visita devono essere strutturati in maniera semplice, leggibile e accattivante. Bastano le nozioni principali: Nome e cognome, professione, recapito telefonico, email, nome dell’azienda e sito internet. È necessario che ci siano queste informazioni. Tutto il resto non è fondamentale a meno che non ci siano caratteristiche particolari riguardanti la propria professione o azienda che […]

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Sostenibilità: come sostituire la plastica

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Sostenibilità, come sostituire la plastica con il packaging green. Scopriamo insieme tutti i prodotti con un packaging biodegradabile.   Oggi il problema della sostenibilità e di come sostituire la plastica è davvero molto importante. Alla base c’è l’interesse verso la salvaguardia del pianeta e fortunatamente sono molte le persone che si orientano sempre più verso un approccio ecologico della produzione, preferendo tante alternative alla plastica. L’ignoranza non è più un problema perché quotidianamente bombardati di notizie, immagini e post che ci raccontano tutti i danni che ha creato l’eccessivo consumo della plastica. Dunque che sia un prodotto alimentare, di cosmesi, […]

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DIGITAL STORYTELLING: come raccontare sul web

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Che cos’è il Digital Storytelling? Come imparare a scrivere una storia di successo capace di catturare l’attenzione sul web ed incrementare quindi la vostra strategia di Marketing online?

In questo articolo avrete ogni risposta alle vostre domande.

Il Digital Storytelling è l’arte di comunicare raccontando storie, naturalmente sul web.

Nel marketing, dove si parla più specificamente di Corporate Storytelling  (o Storytelling aziendale) diventa un vera e propria scienza, che permette di utilizzare la straordinaria potenza delle parole per stabilire una efficace connessione con le emozioni del consumatore, in modo da aumentare la popolarità di un brand e far crescere le vendite.

Ognuno di noi ha una propria personale storia da raccontare, così come ogni azienda ha una visione ed ogni imprenditore ha esperienze da raccontare e sogni da condividere.

Grazie al Digital Storytelling, quindi, avete la possibilità di trasferire una parte di voi all’interno del vostro sito o blog e farvi conoscere per quello che realmente siete, per la vostra peculiare visione della vita e del percorso professionale, alla potenziale clientela.

Attraverso un corretto Digital Storytelling apparirete dunque più “veri” agli occhi dei vostri lettori, raggiungendo in tal modo diversi obiettivi:

  • aumentare le visite al vostro sito web o blog
  • far crescere la popolarità del vostro brand sui social network
  • rafforzare la percezione positiva del vostro prodotto/servizio
  • stimolare le vendite

Ne consegue che lo Storytelling è un alleato strategico in ogni progetto di digital marketing. Ma approfondiamo meglio.

Il concetto base di narrazione

La narrazione può essere definita come

l’insieme di tecniche per raccontare e condividere una storia che genera interesse e che trasmette un messaggio al fine di convincere e di far aderire a una conclusione che si presenta come definitiva

Ognuno di noi, infatti, ha una storia da raccontare, ma affinché questa sia efficace a livello di marketing ciò non basta. Occorre saper raccontare storie in grado di affascinare il lettore perché, questo è importantissimo da sapere, il cervello umano ricorda con più facilità ciò di cui siamo consapevoli e, quindi, ciò che realmente colpisce la nostra immaginazione e che ci emoziona.

La vera regina del racconto è dunque l’immaginazione. Quando questa si mescola con la creatività, prende forma una vera storia.

Sono queste storie che possono essere ricordate e raccontate e che dovreste usare per il Digital Storytelling nella vostra strategia di marketing.

La struttura della storia

Una storia efficace per il marketing, come abbiamo visto, deve essere ben strutturata, comprendendo 5 fasi ben distinte.

  • L’inizio del racconto, in cui viene introdotto il messaggio principale
  • Il contesto, che serve a rendere credibile la storia
  • Lo sviluppo della storia stessa
  • Il finale, positivo o no
  • La morale, ossia il significato ultimo di ciò che stiamo raccontando.

Ricordate sempre che alla base del Digital Storytelling deve esserci una certa credibilità: anche se si tratta di una storia inventata, la cosa importante è che appaia, agli occhi di chi legge, assolutamente verosimile che sia successa proprio a voi.

Dunque, in linea con quello che siete e che volete rappresentare attraverso il vostro brand.

Lo schema più adatto per uno Storytelling che risulti davvero efficace deve essere composta in questo modo:

  • SOGGETTO: Il lettore che si identifica con la storia.
  • OGGETTO: Ciò che il lettore desidera, può avere, vuole, ecc.
  • DESTINANTE: Il brand/prodotto/servizio e come si differenzia dal resto.
  • DESTINATARIO: Chi trae vantaggio.
  • ASSISTENTE: Grazie a che cosa.
  • NEMICO: Contro chi o che cosa.

La struttura base, quindi, che troviamo nello Storytelling Aziendale è la seguente:

Il pubblico incontra un eroe/brand la cui missione avvantaggia il consumatore.

In questa missione c’è un nemico che cerca di ostacolare l’eroe, mentre il brand/soggetto troverà alleato che lo aiuterà nella sua missione, dando al consumatore un vantaggio nell’acquistare i suoi prodotti o servizi.

A proposito del nemico è bene ricordare che in ambito marketing il “nemico” non è un “competitor”. E’ un’entità più astratta che semplicemente rappresenta dei valori contrastanti rispetto a ciò che si vuole comunicare.

Digital Storytelling: i modelli di storie che riscuotono maggior successo

Vediamo infine alcuni esempi base di tipologie di storie che, in genere, attirano maggiormente i lettori consentendone una maggior empatia.

Il viaggio personale

Raccontate chi siete e come siete arrivati a creare il vostro brand o ciò che fate nella vita. Siate sinceri, non risparmiatevi in dettaglia specialmente in tutte quelle sfumature, ostacoli, dubbi, paure, che hanno contribuito al successo della vostra storia personale.

La favola

Fatevi ispirare dai racconti di quando eravate bambini: piccole storie fittizie i cui protagonisti sono animali o oggetti inanimati. L’obiettivo è quello di trasmettere con un messaggio breve e divertente un insegnamento che può guidare il comportamento quotidiano o ispirarci ad agire in modo corretto.

La storia di ispirazione

La gente vuole credere che l’impossibile possa accadere. Esistono grandi storie ispiratrici che caratterizzano attori, atleti, celebrità o, semplicemente, uno dei vostri clienti. Raccontatele, perché il pubblico vuole sentirle per nutrire la propria motivazione.

La storia di ammonimento

A volte, raccontare i rischi o le conseguenze di determinate decisioni o comportamenti può risultare di grande aiuto. Le persone in genere sono naturalmente protese verso la loro felicità e cercano di evitare il dolore, che nel campo del business si riferisce a qualcosa che preoccupa il cliente.

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Il blog aiuta la SEO?

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Il blog aiuta il SEO? La risposta è sì, infatti, per qualsiasi domanda o esigenza che hai, sai che Google è la risposta.

Per molte persone, Google è la prima tappa quando si cerca qualsiasi cosa. Ciò significa che, indipendentemente dal tipo di sito Web che hai, se vuoi che le persone lo trovino, devi visualizzarlo nel motore di ricerca.

Per fare questo e per migliorare le possibilità di posizionarti in alto nei motori di ricerca, la soluzione migliore, oltre che ottimizzare il “sito vetrina” e le tue pagine, è quello di creare il blog.

Il blog aiuta davvero SEO? Sì ma avere un blog non vuol dire crearlo e basta.

Il blogging fa bene alla SEO perché aiuta con una serie di fattori e quando hai un blog che viene aggiornato regolarmente con post di alta qualità e su argomenti in tendenza o rilevanti per il tuo pubblico, questo può aiutarti a scalare, anche in poco tempo, la SERP di GOOGLE.

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Ecco 6 regole per ottimizzare in ottica SEO il blog

1. Aggiorna il tuo sito web.
Se ti capita di entrare in un sito web che ritieni non sia stato aggiornato da anni, probabilmente perdi immediatamente fiducia nelle informazioni che stai vedendo.

Google non vuole fornire ai suoi utenti informazioni obsolete; proprio per questo i siti web devono essere regolarmente aggiornati.

Se hai un sito che si riferisce al tuo brand o alla tua azienda, probabilmente non avrà senso aggiornare la tua homepage frequentemente. Proprio a questo serve il blog: uno strumento più pratico per aggiungere nuovi contenuti al tuo sito web con regolarità.

2. Un blog fidelizza i tuoi utenti.
La priorità numero uno di Google è fornire alle persone che eseguono ricerche le informazioni che stanno cercando. Quando qualcuno fa clic su un risultato e rimane sul sito web per un po’, ciò segnala a Google che questo sito Web potrebbe essere realmente molto utile. Diversamente, se l’utente abbandona subito il sito, vuol dire che le informazioni non sono interessanti, per questo un blog, con un buon storytelling, potrebbe “trattenere” il lettore.

il-blogQualcuno che arriva al tuo sito web da un postblog che compare nei risultati di ricerca avrà più motivi per restare sul tuo sito rispetto a qualcuno che atterra su una pagina con meno testo o informazioni.

E questo diventa ancora più vero con post più lunghi e completi. I ricercatori SEO hanno scoperto che i post sul blog di lunga durata tendono a funzionare meglio di quelli più brevi. Io consiglio sempre un testo di almeno 500 battute.

3. Il blog ti aiuta a scegliere come target le parole chiave a coda lunga.
Un sacco di persone iniziano a fare SEO cercando di mirare per le parole chiave più rilevanti per il tuo business.  Per essere ottimizzati e sperare nella prima pagina di Google, la soluzione è cercare parole chiave più lunghe e specifiche. Queste sono chiamate parole chiave long-tail e sono importanti per qualsiasi strategia SEO – la metà delle ricerche riguarda termini di quattro o più parole.

Hanno magari meno volume di ricerca ma attirano persone chiaramente in target e realmente interessate a leggere di quell’argomento.

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4. Un blog offre opportunità per la link building interna.
Una buona parte della strategia SEO riguarda i collegamenti.

I collegamenti interni sono i più facili da ottenere poiché è possibile crearli da soli. La mancata inclusione di link interni sul tuo sito Web che indirizzino gli utenti da una pagina del sito a un’altra è uno dei più semplici errori SEO che puoi fare.

Una volta che inizi a pubblicare post sul blog, le opportunità di creare link interni saranno raddoppiate.

5. Un blog di alta qualità offre agli altri siti più motivi per collegarsi al tuo sito.
Abbiamo parlato di link interni, ma fondamentale è anche la link building esterna. Affinché Google veda il tuo sito web come affidabile e autorevole, altri siti devono ricollegarsi ai tuoi. Non è impossibile ottenere collegamenti esterni senza un blog, ma è molto, molto più difficile.

Quando scrivi un blog, riempi il tuo sito web con pagine e pagine di informazioni preziose e con link esterni (è consigliabile uno per post)… potrebbero fare la stessa cosa con te.

Secondo alcune ricerche, le aziende che hanno un blog sul proprio sito Web guadagnano fino al 97% in più di link in entrata.

6. Un blog ti aiuta a entrare in contatto con il tuo pubblico.
Quando il tuo pubblico legge un post è più probabile che lo condivida. Quando ricevi un sacco di traffico Google capisce che le persone apprezzano il tuo sito web e aumenta il livello di autorità nell’algoritmo.

Se ti è piaciuto questo post e vuoi approfondire l’argomento SEO, fammi pure delle domande o contattami in privato per una consulenza personalizzata.

In poco tempo il tuo sito potrebbe decollare!

 

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