Macchie in gravidanza, perché vengono e come migliorarle

macchie in gravidanza

Uno dei disturbi estetici più diffusi tra le mamme in dolce attesa sono le macchie in gravidanza. Capiamo insieme come schiarirle grazie ad un delicato e non invasivo intervento di chirurgia estetica.

Il cloasma gravidico, ossia le macchie in gravidanza, sono uno dei problemi estetici più diffusi durante la gestazione. Quasi una donna su due ne soffre, specialmente con carnagione bruna o olivastra.

Si tratta di una dermatite del tutto asintomatica e completamente benigna, dovuta ad un eccesso di produzione della melanina tipica di questa particolare fase e che in genere regredisce spontaneamente dopo il parto.

Ma quali sono le cause di questo inestetismo? E cosa si può fare per migliorarlo, compatibilmente con lo stato di gravidanza?

A cosa sono dovute le macchie in gravidanza

La gravidanza, come noto, è un momento magico per la donna, anche dal punto di vista estetico: la pelle appare luminosa e sana, i capelli sono folti e setosi, le unghie crescono più forti.

Ciononostante qualche inconveniente può presentarsi, e le macchie in gravidanza ne sono un esempio. Si tratta di macchie brune della pelle, specialmente sul viso e sul seno, dovute alla forte incidenza di alcuni ormoni, in particolare estrogeni e progesterone, i cui livelli si innalzano naturalmente in dolce attesa.

Questi ormoni incidono sulla produzione di melatonina, l’enzima responsabile del colore della pelle, aumentandola sensibilmente. Proprio come avviene quando ci abbronziamo.

Peccato però che tale aumento non si verifichi in maniera uniforme sulla pelle, ma, appunto, a macchia di leopardo. Il tutto a partire dal terzo-quarto mese di gestazione.

Dove compaiono le macchie in gravidanza

Le aree della pelle più colpite sono in genere seno e viso.

Sul viso si concentrano sulle zone maggiormente irrorate, quindi guance, zigomi, fronte e labbro superiore. In particolare quest’ultima parte è più sgradevole delle altre, dato che sembra siano spuntati i baffi…ma così non è, tranquille!

macchie in gravidanza
Pregnant woman showing her belly and holding a paper heart. Isolated on white

Anche il seno è interessato da questo fenomeno, specialmente l’areola del capezzolo: in questo caso, però, in genere tende a rimanere più scuro anche dopo il parto, specialmente se si allatta.

Come migliorare le macchie in gravidanza: il chirurgo estetico può aiutarvi

Il cloasma gravidico è quasi totalmente reversibile: una volta terminata la gravidanza, infatti, i livelli ormonali tornano a ristabilirsi su valori normali, per cui anche il colorito della pelle torna ad essere quello ante gravidanza, a parte per i capezzoli.

Ma nel caso in cui queste fastidiose macchie dovessero rimanere visibili anche dopo il termine della gestazione, si può ricorrere ad alcuni trattamenti medicali, specie in combinazione tra di loro, quali:

  • laser
  • luce pulsata
  • sedute di peeling
  • creme specifiche depigmentanti
  • ove necessario, anche trattamenti ormonali che vadano a regolarizzare la produzione di ormoni che causano un innalzamento di estrogeni e progesterone, i principali responsabili della comparsa del melasma.

L’efficacia di questi trattamenti, specialmente del peeling abbinato a creme schiarenti, è piuttosto elevata, ma molto dipende dallo strato di derma interessato dall’iperpigmentazione.

In altre parole, più la macchia è superficiale e maggiori sono le possibilità di schiarirla efficacemente. Al contrario, più la macchia è radicata negli strati interni e minori saranno le possibilità di schiarirla del tutto.

Macchie della pelle: l’importanza della protezione dai raggi solari.

Per prevenire l’insorgenza del melasma, o per evitare il peggiormaneto di macchie già comparse, il consiglio è sempre lo stesso: proteggetevi efficacemente dai raggi solari.

Se pure infatti le macchie in gravidanza non dipendono da questo, un’esposizione non protetta può accentuare il problema.

La protezione va effettuata con un fattore adeguato al vostro tipo di pelle e per tutti i giorni dell’anno, dato che i raggi nocivi ultravioletti colpiscono il derma anche in inverno.

 

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